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Sandro Penna - Poesie

 Vi invito a leggere la mia prima intervista realizzata da Fabio Casadei Turroni  per Club Classic



























Autore: Sandro Penna
Prefazione: Cesare Garboli
Casa Editrice: Garzanti - Gli elefanti edizioni
Prezzo: 16, 00 Euro

Sinossi dell'opera.
   Il volume raccogli tutta l'opera poetica di Penna, a cui Garboli fa un'eccellente prefazione. Non aggiungo altro, ma voglio trascrivervi alcuni versi

Fanciullo non fuggire, non andare
solo. Non è per me che io lo dico.
Io ti ho visto alla fronte un segno chiaro.
E tua madre non vede. Non vede l'amico.

***
Dormiva... ?
Poi si tolse e si stirò.
Guardò con occhi lenti l'acqua. Un guizzo il suo corpo.
Così lasciò la terra..


Ne parlo perché...
   Pur non essendo un grande amatore della poesia, ho avuto la possibilità di leggere questi versi dopo che una mia carissima amica mi regalò, per condividere con me questi versi, una copia del libro.
Un po' scettico (come tutti quelli che si avvicinano alla poesia essendo amatori della prosa), sono rimasto piacevolmente colpito dalla grazia e dalla delicatezza delle parole e  dei versi, che compongono le poesie di Sandro Penna.

Alcune note sull'autore
   Sandro Penna (Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977) ha vissuto quasi sempre a Roma, tranne un breve periodo a milano come commesso di libreria, svolgendo vari mestieri: ragioniere, mercante d'arte, traduttore.  Esordì nel 1939 con un volume di poesie, cui seguirono varie altre raccolte poi ordinate nel volume "Tutte le poesie" del 1970.
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Aforismi: Wilde e l'arte

L'aforisima di oggi l'ho cercato dopo aver ricevuto una critica per il mio libro da una lettrice, la quale ha definito  alcune pagine oscene per il linguaggio esplicito con cui vengono descritti alcuni amplessi.  Partendo dal fatto che le critiche le accetto sempre e volentieri, certi termini per l'arte li trovo ingustificati. Secondo me l'arte, che essa sia scritta o visiva, non è mai oscena, c'è molto altro che si può definire tale e non di certo l'arte.

Aforisma

Tutta l'arte è immotale. Perché scopo dell'arte è l'emozione per l'emozione, mentre l'emozione per l'azione è lo scopo della vita.

Oscar Wilde: Il critico come artista


Spunto per la considerazione
Voi cosa pensate, l'arte può essere oscena?
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Confessioni di una maschera

























Autore: Yukio Mishima
Casa Editrice: Feltrinelli
PRezzo: 6,20 Euro

Sinossi dell'opera
   Un giovane ragazzo si costringe a  corteggiare giovanette, anche se  i suoi sentimenti reali rimangono  nascosti dalla maschera della correttezza ufficiale che gli vieta di amare come vuole veramente.

Ne parlo perché...
   Ė uno di quei libri che ho trovato per caso, cercando in internet alcuni titoli di romanzi gay.  Quando l'ho comprato ho iniziato a leggerlo, e benché la sua lettura non rispecchiasse molto le mie preferenze stilistiche, alla fine l'ho apprezzato.

Alcune note sull'autore
   Yukio Mishima (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore e drammaturgo giapponese.

   Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha più volte stroncato). Le sue numerosissime opere spaziano dal romanzo alle forme rimodernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest'ultimo rivisitato in chiave moderna.  Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all'età di quarantacinque anni, con il suicidio rituale, durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all'editore l'ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità
   La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità maniacale e con una freddezza difficile da comprendere. Uscendo dal suo studio per andare incontro all'epilogo della sua vita lascia un biglietto in cui era scritto «La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre».
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Aforismi: Wilde e la politica

Prologo: Iniziamo?
   Un nuovo fine settimana  è arrivato e così, come ormai sapete,  è giunto il tempo di dare spazio al blog del week end. Questo sabato segna il debutto della nuova rubrica "Aforismi" (di cui vi avevo accennato la scorsa settimana) che, tramite aforismi e detti famosi, vuole dare uno spunto per le considerazioni (quanto mi piace 'sta parola)  di tutti voi. Ogni volta gli aforismi partiranno da un fatto sociale, politico, di costume o altro ancora, che in qualche modo ci hanno accompagnato durante la settimana.
Non mi resta che lasciarvi all'aforisma di oggi, sperando che questa nuova iniziativa, vi piaccia.
Francesco Sansone


Aforisma

Ogni volta che la società... o un governo di qualsiasi genere tenta di imporre all'artista quel che deve fare, l'arte svanisce completamente, o diviene stereotipata, o degenera in una bassa e ignobile forma di artigianato!
Oscar Wilde - L'anima dell'uomo sotto il socialismo.


 Spunto per la considerazione 
  Avete individuato ciò che mi ha spinto a riportare queste parole?



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Billy Elliot


















Autore: Melvin Burgess
Casa Editrice: Fabbri Editori
Prezzo: 9,50 Euro



Sinossi dell’opera

   La storia è ambientata nel 1984 durante un sciopero nelle miniere che coinvolge Jackie Elliot e suo figlio Tony. L’altro figlio, Billy, ha dodici anni e dopo la lezione di pugilato, che non frequenta volentieri in quanto è più un desiderio del padre che un suo sogno, conosce la signora Wilkinson, insegnante di ballo. Fa cosi la sua prima lezione di ballo che lo appassiona fortemente fino a fargli frequentare le lezioni di nascosto, sapendo che sia il padre che il fratello, non prenderebbero bene la cosa perché legati ai pregiudizi che girano sui ballerini e le loro tendenze sessuali. Il solo a conoscere il segreto di Billy è Michael il suo migliore amico che non nasconde il suo esser gay, pur essendo ancora giovane.



Ne parlo perché..

   Avevo visto il film da un po’ di tempo e non sapevo che esistesse un libro della storia del ballerino e così, quando sono andato alla Mondadori e l’ho visto in mezzo ai volumi, l’ho voluto. Ho pensato quindi il film è la trasposizione del libro, è invece no. Ho scoperto che questa volta è il libro che è nato dal film, infatti (come potete leggere in copertina) è basato sulla sceneggiatura del film scritta da Lee Hall. Tornato a casa l’ho letto e in poche ore avevo divorato buona parte delle 223 pagine. Alla fine ho amato pure il libro.

Alcune note sull’ autore

   Melvin Burgess , 25 Aprile 1954, è un autore di opere per bambini britannico. Il suo primo libro, The Cry of the Wolf (Il pianto del lupo), è stato pubblicato nel 1990. Tuttavia ha conquistato parte della sua popolarità nel 1996 con Junk, libro oggi è uno dei più conosciuti saia dai ragazzi che dagli adulti degli ultimi 20 anni.

   Dal 1990 al 2009, lo scrittore ha pubblicato 21 libri, e alcuni nello stesso anno. Ad esempio nel 2001, dopo Billy Elliot è uscito anche Lady: My Life as a Bitch (Lady: La mia vita da Puttana)

   Sul perché abbia deciso di scrivere il libro di Billy Elliot, ecco la sua risposta:

   “Davanti alla sceneggiatura di Billy Elliot mi sono chiesto: Perché scrivere un romanzo? Ecco la risposta: Un romanzo è come un occhio interno. Scopre i pensieri e i sentimenti più intimi dei protagonisti, ci permette di capire perché accadono certe cose, ci rivela le motivazioni più profonde.”

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Io: Nella gioia e nel dolore




Autore: Francesco Sansone
Casa Editrice: Statale 11
Prezzo: 16,00 Euro
ISBN 978-88-6534-012-7











Sinossi dell’opera
   L’opera non è altro che la raccolta di alcune delle pagine dei diversi diari che mi hanno accompagnato dall’adolescenza fino ai primi anni dell’università, mantenendo vivi quei ricordi e quelle sensazioni.

Il libro, diviso in tre parte e ognuna con un titolo introduttivo, racconta tre fasi della mia vita che, benché siano diverse tra loro, sono a loro volta legate da un filo comune: l’omosessualità. Infatti, nella prima parte “L’inizio di una nuova amicizia”, vi troverete a leggere di un Io che non è proprio il più popolare della scuola (anzi non lo è affatto) e che non si piace. Ė grasso (e la cosa gli pesa molto), timido e non riesce a stare bene con se’ stesso e di conseguenza con gli altri che, di riflesso, non stanno bene con lui. Ė un periodo questo in cui cerca di ottenere l’aspetto che ha sempre sognato, ma è anche il periodo in cui inizia a farsi delle domande su chi è davvero.

La seconda parte “Confessioni e cambiamenti” inizia con un dialogo intimista fatto di risposte date da un Io ad un altro Io che gli formula quelle domande evitate fino a quel momento. Da qui inizia una nuova vita fatta di emozioni e di sentimenti e che mai avevo provato e che non avevo mai nemmeno minimamente immaginato di provare vivere. Incontri, esperienze, uscite notturne, liti, confronti e tutto ciò che fa parte della vita di un diciottenne, incluso il primo amore.

La terza e ultima parte “Nuove strade e vecchi incontri” vede protagonista un Io ormai sicuro di se’, che sa di essere quello che è e che vive tranquillamente la sua vita, anche se soffre per quel primo amore un po’ tormentato.


Ne parlo perché…
   Come avete letto l’opera contiene tutto di me. Dal periodo della scuola superiore ai primi anni di università; ho raccontato d’amici e nemici, d’avventure e disavventure, di gioie e di dolori, insomma, tutto ciò che un ragazzo si trova ad affrontare nella dura fase della crescita. Ogni anno è ben diverso da quello successivo, per problemi, per sentimenti, per personalità e per l’identità che, giorno dopo giorno, regalano un Io nuovo o, semplicemente, arricchiscono quell’ Io bambino e ingenuo che batteva in me. Forse, gli ultimi due anni di vita raccontati sono quelli più imprevedibili, ma sicuramente non rinnego nulla della mia vita perché solo così posso dire di stare vivendo con la V maiuscola.


Alcune note sull’autore
   Francesco Sansone nasce a Palermo, il 18 Giugno del 1983. Con “Io: Nella gioia e nel dolore” debutta nell’editoria stampata, anche se il suo nome è già abbastanza noto sul web. Infatti, oltre a collaborare per il sito di stampo giornalistico www.giornalisticamente.it, è l’ideatore e il curatore di tre blog



   Ecco! Sono arrivato a parlare di me in terza persona.. ora credo di aver perso il senso della misura ^_^.

   Vi lascio all’articolo con cui qualcuno, che pure voi avete avuto modo di conoscere anche se in altre vesti, ha scritto per presentare il mio debutto.


Qui sotto il secondo articolo che una testata giornalistica ha dedicato al mio libro.



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Le Interviste: Fabio Casadei Turroni - Esclusiva

Da oggi il mondo espanso dei romanzi gay (con il look leggermente modificato che spero vi piaccia) torna in attività e lo fa con questa intervista esclusiva a Fabio Casadei Turroni. Prima di lasciarvi alla lettura, voglio ringraziare lo scrittore, per avermi dedicato il suo tempo per rispondere alle mie domande con una gentilezza e dsponibilità infinità. Davvero grazie

Alcune note sull'autore
Fabio Casadei Turroni (Forlì, 1964) è uno scrittore italiano. Debutta in libreria nel 2001 con Moto Perpetuo (Zoe Edizioni),   a cui seguiranno Cosmicomiche Orgasmiche (Zoe Edizioni, 2002)  e Angelo d'Edimburgo (Edizioni Le Mondine, 2005). Inoltre è uno degli scrittori che ha prestato la sua penna per l'antologia di racconti gay Men On Men. 


L'intervista
Esclusiva


Nella foto Fabio Casadei Turroni

Se prendiamo in mano il tuo curriculum vediamo che hai all’attivo diverse esperienze in più campi dell’arte. Sei stato attore, sei stato un tenore e adesso sei un affermato scrittore. Che importanza ha avuto, e ha tutt’oggi, l’arte nella tua vita?
L'Arte che posso, con molta umiltà ma anche con coscienza e pervicacia, portare avanti, è la scrittura, ora che ho dovuto lasciare il teatro e la musica per motivi di salute. Se parliamo di soldi, ti dico che l'Arte non ha nessuna importanza nella mia vita, ché non vivo certo di diritti d'autore. Se invece parliamo di soddisfazione personale, allora diciamo che è la ragione della mia esistenza. Se non scrivo, impazzisco.

Come è nata l’idea di dare alle stampe il tuo primo romanzo?
Dunque: ero stato lasciato da una persona troppo importante per me... era un periodo di crisi totale: salute, studi, lavoro: tutto precipitava... mi sono ritrovato, tra un pianto e l'altro, a scrivere come un matto sul computer, di notte... alla fine del lavoro, durato 3 mesi, sono seguiti 6 mesi di riscrittura del testo... giacché nel frattempo il testo, iniziato come un diario, era diventato un romanzo... a quel punto, ma solamente quando sono stato soddisfatto della struttura e della lingua, ho cercato un editore... ho scritto a tanti... quasi nessuno rispondeva... dopo 18 rifiuti, il 19° editore ha accettato.

Il tuo debutto nell’editoria si ha con Moto Perpetuo, pubblicato da Zoe editore nel 2001, un romanzo giallo/noir, ma è con il lavoro successivo, pubblicato sempre dalla stessa casa editrice, che si ha per te la svolta. Infatti Cosmicomiche Orgasmiche è il romanzo che segna il debutto della Scuola di Scrittura LGBT Bolognese, un esperimento di cluster culturale fondato da te e un gruppo di amici scrittori, giornalisti e traduttori. Come è nata l’idea e quale scopi aveva?
Scopi non ce n'erano. Non c'erano basi ideologiche. Si stava bene insieme. Ci si frequentava. Ci si vedeva al Cassero, di sera. E l'idea, mia, fu accettata, di iniziare a scrivere testi con pseudonimo, così che i lettori potessero scegliere chi di noi fosse il vero autore. Per divertimento, e perché sono sempre stato legato ad un'idea collettiva dell'opera d'arte... un'idea Open Source, col senno di poi. Ma tutto iniziò per divertimento e per amicizia. Tutto qui.

Però la Scuola di Scrittura LGBT ha avuto vita breve a causa di conflitti tra le diverse case editrici che non volevano pubblicizzarsi a vicenda. Oltre a questo episodio, hai avuto altre difficoltà per pubblicare un tuo lavoro?
Tante! Sempre! Anche io ho vari testi che dormono nei cassetti... la ragione è chiara: la struttura del potere è piramidale, e c'è sempre più spazio in basso che in alto. Questo implica che nessuno ti farà salire al proprio posto. Gli autori nuovi sono, di solito, disperati perché nessuno li valuta nelle case editrici. C'è molta tensione tra gli autori. Ho conosciuto autori che ucciderebbero le proprie madri per pubblicare un libro. L'importante, se posso permettermi di dare un consiglio, è di non pagare per pubblicare il proprio testo.

Di te si può dire che sei uno di quegli scrittori che non si tirano indietro di fronte alle collaborazioni e infatti il tuo nome appare in diverse opere corali. Fra queste non possiamo non ricordare quella con Daniele Scalise per “Men on Men” per cui hai scritto due racconti, Squilli e Alan, l’amore secco. Come è nata la tua collaborazione per “Men on Men”?
Buona domanda. Secondo me Daniele Scalise aveva avuto la segnalazione di Moto Perpetuo da qualcuno, forse Francesco Gnerre (saggista autore dell’opera L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano ndr), che me l'aveva presentato a Roma. Daniele Scalise mi ha contattato. Gli ho mandato quindi un testo per Men on Men 2, e poi, su richiesta, l'altro per Men on Men 5. Dopo di ché, l'esperienza dei Men on Men si è chiusa, e la collana non è proseguita, non so perché.

Adesso a quale progetto stai lavorando?
Terminato un romanzo, ovviamente inedito, penso ad un testo per musica, e poi ho in mente un altro romanzo...

A quale delle tue opere sei maggiormente legato e perché?
Direi ai testi inediti... sono opere non accettate perché scritte in maniera non conforme alla scrittura degli altri'. Se vuol dire che sono scritti troppo bene, ne sono fiero, of course. :-) Ma davvero non ci si crede quanto sia quasi impossibile essere originali, oggi: si vuole e si cerca una scrittura facile ed omologabile. Il lettore è trattato da mentecatto. Non deve pensare troppo. Io non sono d'accordo. Vorrei essere me stesso, nelle parole, distinguibile dagli altri. Ognuno di noi è originale, se è se stesso nell'Arte. La nomea di 'scrittore sperimentale', forse per questo, m'insegue dall'inizio. Ma sono i tempi che sono tristi: il libro ideale per la stampa si legge metà all'andata e metà al ritorno mentre sei in treno e vai a lavorare: molte case editrici la pensano così.

Che consiglio daresti a un giovane scrittore che vorrebbe intraprendere la tua stessa strada?
Innanzi tutto gli augurerei un successo tanto più grande del mio! :-) Gli sussurrerei poi all'orecchio di trovarsi molti amici, amanti e parenti nel mondo della Cultura. Poi gli chiederei di leggere molto, prima di scrivere. E di avere dei modelli, per superarli. Di non scriversi addosso. Di non montarsi la testa. Di non diventare spocchioso. Di pensare che il lettore è un bambino grande che vuole tanto essere affascinato: e aspetta soltanto che lo scrittore lo faccia.
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